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Quando la malattia entra in casa: Come mantenere vivo l'erotismo e l'intimità?

Aggiornato il 27/04/26 | Scritto da Rocío Moñino
Quando la malattia entra in casa: Come mantenere vivo l'erotismo e l'intimità?

La malattia non solo colpisce il corpo, ma trasforma profondamente il legame di coppia. Quando il ruolo di "compagno" si mescola con quello di "caregiver", l'identità erotica può essere compromessa. Oggi parliamo con Andreia Rodrigues Silva, esperta in Salute sessuale con certificazione europea, su come navigare questi cambiamenti e recuperare lo spazio di piacere.

Percorso e approccio nella sessuologia clinica

Vivelavita: Per cominciare, ci piacerebbe che ci raccontassi un po' del tuo percorso nella sessuologia clinica e della tua esperienza nell'accompagnamento delle coppie.

Andreia Rodrigues Silva: Il mio percorso si è sviluppato in modo progressivo nel contesto della Medicina Generale e Familiare, dove la sessualità emerge come una dimensione trasversale alla salute fisica, psicologica e relazionale. Un momento significativo è stata la mia formazione in comunicazione clinica (post-laurea e master), che mi ha permesso di sviluppare competenze per affrontare argomenti sensibili con maggiore struttura, empatia e intenzionalità clinica.

Sappiamo che la maggior parte delle persone non avvia spontaneamente conversazioni sulla sessualità in contesto clinico. Pertanto, il professionista sanitario assume un ruolo centrale per introdurre l'argomento in modo proattivo e rispettoso. Nella pratica, ho osservato che, concentrando la comunicazione sulla persona ed eliminando i giudizi, gli utenti si sentono più a loro agio nell'affrontare queste questioni.

L'impatto della malattia nella coppia

ViveLaVita: Quando la malattia entra dalla porta, i ruoli spesso subiscono un ribaltamento. Qual è il primo impatto sull'identità erotica?:

Andreia Rodrigues Silva: È frequente osservare una riorganizzazione dei ruoli con una maggiore centralità nelle funzioni di cura. Clinicamente, questo influisce sull'identità erotica poiché il desiderio è associato alla percezione dell'alterità (riconoscere l'altro come qualcuno di diverso, autonomo e desiderabile). Quando la relazione si struttura prevalentemente attorno alla cura, quella dimensione può essere attenuata.

Inoltre, la malattia tende a occupare uno spazio emotivo e logistico significativo. Non si tratta necessariamente di una perdita di interesse, ma di un cambiamento di priorità e di disponibilità.

Il desiderio e la dipendenza funzionale

ViveLaVita: Come sposta il desiderio la dipendenza funzionale e come si può recuperare quello spazio?

Andreia: La cura continua può essere associata a stati di affaticamento e sovraccarico, che non facilitano il desiderio spontaneo. Il contatto fisico acquisisce un significato funzionale associato a compiti di cura, alterando l'esperienza del tatto.

È utile aiutare la coppia a differenziare intenzionalmente il "tocco di cura" dal "tocco di intimità", reintroducendo momenti di contatto fisico senza finalità clinica. È importante normalizzare che il desiderio, in questi contesti, non sorge sempre in modo spontaneo. L'obiettivo è supportare la coppia nella costruzione di uno spazio intimo adeguato alla loro realtà attuale.

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Comunicazione: l'arte di "parlare con zucchero"

ViveLaVita: Il caregiver vive un'ambivalenza emotiva. Quali strategie di comunicazione possono aiutare?

Andreia: L'ambivalenza tra il desiderio di prossimità e la stanchezza è comune. Alcune strategie chiave basate sull'evidenza sono:

  • Esprimere le necessità in prima persona, evitando un linguaggio accusatorio (quello che chiamo "parlare con zucchero").
  • Validare l'esperienza dell'altro.
  • Scegliere momenti adeguati per la comunicazione.
  • Riconoscere la sessualità come una dimensione legittima della salute.

Rinegoziare la mappa del piacere

ViveLaVita: Come si lavora la "rinegoziazione" della mappa del piacere in contesti di malattia o alterazione fisiologica

Andreia: L'approccio consiste nell'aiutare a riformulare il modello di sessualità, promuovendo una prospettiva meno centrata sulla performance e più sull'esperienza. Utilizziamo strumenti come il focus sensoriale per ridurre l'ansia e facilitare la riconnessione con il corpo e con il/la compagno/a. L'evidenza suggerisce che l'adattamento alle nuove condizioni è centrale per mantenere la soddisfazione e il benessere sessuale.

ViveLaVita: Come influenzano le alterazioni nell'immagine corporea l'intimità?

Andreia: I cambiamenti dovuti alla malattia o al trattamento influenzano il modo in cui la persona si percepisce, il che può portare all'evitamento. Qui, la risposta del/della compagno/a è vitale. La validazione e l'accettazione contribuiscono a ricostruire la sicurezza. In consulenza, lavoriamo sul rapporto con il corpo in modo progressivo e compassionevole.

Capire che la sessualità si trasforma, ma non deve necessariamente svanire, è il primo passo per guarire il legame di coppia durante la malattia. Andreia Rodrigues Silva offre uno spazio sicuro, confidenziale e basato sull'evidenza per affrontare queste dimensioni in modo integrato.

Attualmente, Andreia esercita nel Servizio Sanitario Nazionale (Centro Integrato di Salute Sessuale di Porto) e nel settore privato presso il Hospital da Luz di Póvoa de Varzim e la My Secret Clinic (Vila do Conde). L'accesso può avvenire tramite rinvio nel SSN o tramite appuntamento diretto nel settore privato.

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Rocío Moñino
Scritto dalla sessuologa
Rocío Moñino

Rocio Moñino es graduada en Psicología (Nº de colegiada AN11443) y especialista con Máster en Sexología por la Universidad de Sevilla. Psicóloga Sanitaria con varios años de experiencia, ha ejercido en distintos centros y actualmente, es una de las asesoras principales de Vivelavita.


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