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Il ruolo dello spettatore nella disfunzione erettile: quando la tua mente diventa il più grande ostacolo, con Raúl Padilla

Aggiornato il 21/10/26 | Scritto da
Il ruolo dello spettatore nella disfunzione erettile: quando la tua mente diventa il più grande ostacolo, con Raúl Padilla

Quando si parla di disfunzione erettile, di solito pensiamo a cause fisiche o all'età. Ma c’è un fenomeno psicologico molto comune di cui si parla appena: il ruolo dello spettatore. Nell'intervista che abbiamo fatto sul nostro canale YouTube, il psicologo e sessuologo Raúl Padilla spiega perché la nostra stessa mente può diventare il maggiore ostacolo durante il sesso e come si forma il circolo vizioso tra ansia e rendimento.

Se vuoi saperne di più sull'argomento o vedere l'intervista completa con Raúl, puoi farlo sul canale YouTube di VivelaVita: 

Cos'è il ruolo dello spettatore nel sesso?

Il ruolo dello spettatore (in inglese, spectatoring, un termine descritto dai ricercatori Masters e Johnson) consiste nel osservarsi e valutarsi dall’esterno durante il rapporto sessuale, anziché viverlo.

Raúl lo paragona a quello che succede quando qualcuno si mette davanti a una telecamera e gli dicono «mettiti naturale»: è impossibile, perché qualcosa che dovrebbe avvenire in modo spontaneo diventa pensato, analizzato e giudicato. Questa valutazione costante e questa critica interna sono la sindrome dello spettatore.

Secondo quanto spiega, nelle donne può portare all’anorgasmia o a una minore lubrificazione, e per quest'ultimo esistono i lubrificanti. Negli uomini l'effetto è vissuto in modo più drammatico, poiché si traduce in difficoltà a ottenere o mantenere l'erezione.

Il circolo vizioso tra ansia da prestazione e disfunzione erettile

Per Raúl, l'origine sta nel trasformare il sesso in un obbligo: «se ti amo, devo darti piacere». Questa idea installa un piano nella testa e porta la persona a supervisionare ogni passo per riuscire bene.

Quanto più si cerca di controllare l'erezione («devo avere un’erezione, deve durare»), più difficile diventa ottenerla. 

Lo spiega con un'analogia molto grafica: se abbiamo una quantità limitata di sangue e «due teste», quella che va alla testa di sopra (quella che pensa e vigila) sparisce da quella di sotto. E aggiunge un’altra idea chiave: ciò che viviamo come un obbligo smette di essere un desiderio e perde il suo fascino.

Questo circolo vizioso di solito inizia in due modi:

  • Dall’educazione sessuale ricevuta, spesso basata sul porno, che trasmette che il sesso è prestazione e che bisogna essere sempre al 100%.
  • Da un episodio isolato: un giorno non si ha voglia, si è mangiato troppo o qualcosa distrae, non c'è erezione e appare la paura: «mi succederà di nuovo».

In entrambi i casi, la persona finisce per monitorare la propria erezione anziché godersi tutto ciò che ha davanti. E, come ricorda Raúl, c'è vita oltre la penetrazione.

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Perché l'ansia blocca l'erezione

L'ansia si sovrappone alla fase del desiderio della risposta sessuale, «le farfalle nello stomaco». Quando ciò che abbiamo davanti ci sembra desiderabile, il sistema nervoso si attiva per cercarlo. Ma quando il cervello lo interpreta come una minaccia, passa in modalità paura, pericolo e rifiuto, e non ci porta all'eccitazione né all'orgasmo.

Per questo, spiega Raúl, ci sono uomini che non riescono a ottenere un’erezione anche se assumono farmaci: sono così spaventati che il loro cervello reagisce come se apparisse un leone, e in una situazione di pericolo il corpo inibisce l'erezione. Paradossalmente, il ruolo dello spettatore appare perché vogliamo che le cose funzionino, e prestiamo così tanta attenzione che smettono di funzionare.

Qual è il ruolo del partner?

Per Raúl, il partner è un «attore secondario»: le paure e le richieste vengono dalla persona stessa, che cerca di fare bella figura e soddisfare il suo partner. Dietro c’è spesso un’educazione sessuale carente che presenta l'uomo come colui che dà piacere e la penetrazione come l'unica cosa che conta.

Quello che il partner può fare è parlare. Raúl insiste sulla comunicazione: non deve essere a letto né durante il sesso, ma in qualche momento, per parlare di ciò che è successo, di ciò che ognuno desidera e sente e di ciò che crede che spera l’altra persona. In consulenza vede spesso che le idee che qualcuno ha su ciò che pensa il partner non assomigliano affatto a ciò che il partner pensa veramente.

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Come uscire dalla testa e tornare al corpo

Queste sono le chiavi che condivide Raúl Padilla nell’intervista:

  1. Fare un "click": intendere il sesso come piacere proprio, un "egoismo positivo", invece di viverlo solo come l’obbligo che il partner si diverta. Secondo Raúl, ottenere questo cambiamento è avere il 50% vinto.
  2. Esplorare le tue sensazioni, anche quando sei solo, e scoprire quali posizioni e stimoli ti piacciono di più.
  3. Cambiare quando qualcosa stanca, invece di continuare per obbligo.
  4. Non forzarti: se non hai voglia, non devi farlo, per quanto ci si aspetti da te un ruolo di "macho alfa".
  5. Chiederti perché: di fronte al dubbio «come posso durare di più», Raúl invita a pensare perché si vuole durare di più, e ricorda che il sesso non è una competizione. Stare abbracciati è anche una relazione sessuale piacevole.
  6. Chiedere aiuto professionale se questa situazione ti preoccupa o influisce sul tuo benessere.

Se i problemi di erezione si ripetono, è anche importante consultare un professionista sanitario per escludere cause fisiche.

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Risorse che possono aiutarti

Oltre al supporto professionale, su VivelaVita hai una selezione di prodotti per i problemi di erezione e di anelli per il pene, che possono aiutare a mantenere l'erezione più stabile. Se è la tua prima volta, sul nostro blog ti spieghiamo come si mette un anello per il pene. 

 

Raúl Padilla riceve in consulenza presenziale a Madrid, nella zona di Retiro, e anche tramite videoconferenza o telefono. Offre assistenza a domicilio in casi specifici, come l'agorafobia, e organizza gruppi di crescita sessuale e workshop puntuali. Puoi conoscere di più sul suo lavoro sul suo sito: raulpadilla.es. Se hai bisogno di risolvere qualsiasi dubbio puoi contattare il team di Vivelavita e ti aiuteremo con orientamento professionale. 

💜 Il tuo benessere è la nostra ragione d’essere; grazie per permetterci di farne parte.

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Rocío Moñino
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Rocío Moñino

Rocío Moñino è laureata in Psicologia (n. di iscrizione all'albo AN11443) e specialista con Master in Sessuologia presso la Universidad de Sevilla. Psicologa sanitaria con diversi anni di esperienza, ha lavorato in vari centri e oggi è una delle consulenti principali di VivelaVita.


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