·Spedizione gratuita da 60 €·Spedizione 100% discreta·9,6/10 Eccellente su Trusted Shops·Consegna in 72 ore·Paga in 3 mesi senza interessi·Fino al 70% di sconto·15 giorni per i resi

Perché “esci” dal tuo corpo durante il sesso (e come tornare)

Aggiornato il 21/10/26 | Scritto da
Perché “esci” dal tuo corpo durante il sesso (e come tornare)

Se vuoi approfondire l'origine culturale di questa pressione, abbiamo un articolo specifico su pressione estetica e sessualità. Qui ci concentriamo su qualcosa di più concreto: cosa succede nella tua mente in quel momento, e come ritornare a te stesso.

Abbiamo parlato con Marcela Leite, psicologa clinica presso Desenhar Futuros, riguardo a un fenomeno molto comune: smarrire la percezione del corpo durante l'intimità perché la mente è occupata a osservarlo.

Cosa succede nella tua mente quando ti preoccupi di come ti vedi

Secondo quanto spiega Marcela Leite, quando una persona è preoccupata per come appare il proprio corpo durante un incontro intimo, la sua attenzione smette di essere sulle sensazioni corporee, essenziali per l'eccitazione, per passare a sorvegliare il proprio corpo. Pensieri come “si noterà la pancia?” o “avrà visto le mie smagliature?” occupano lo spazio mentale che dovrebbe essere dedicato al tatto, al piacere e al momento presente.

Quando la mente è così occupata con queste preoccupazioni, la persona finisce per essere più “nella testa” che nel corpo, sentendo gli stimoli con meno intensità, il che riduce l'eccitazione e il coinvolgimento nell'incontro.

Inoltre, la bassa autostima e l'insoddisfazione corporea sono spesso accompagnate da ansia, vergogna e paura del rifiuto, emozioni che attivano un “modo di allerta” che rende difficile rilassarsi. Questo modo di allerta impedisce di provare piacere e di raggiungere l'orgasmo.

 20261021104255_d7d3b80e6cad.jpg

L'esercizio che aiuta a tornare alle sensazioni

Prima ancora di arrivare all'intimità, Marcela Leite raccomanda di introdurre piccole pratiche di consapevolezza corporea nella vita quotidiana:

  • Osservare il respiro.
  • Osservare le sensazioni del corpo quando ci si siede.
  • Osservare la temperatura delle mani.

Sono esercizi semplici che allenano l'attenzione verso le sensazioni corporee, in modo che poi sia più facile portare la stessa consapevolezza nei momenti intimi.

20261021104321_ab2693187886.jpg

Un altro esercizio è dedicare alcuni minuti a riconoscere qualcosa che il corpo ti permette di fare come respirare, muoversi, provare benessere. Ad esempio, dire la frase “oggi riconosco che il mio corpo mi ha permesso di…”. Questa pratica ha mostrato effetti nella riduzione dell'autocritica e nell'aumento dell'autocompassione.

Importante: è un punto di partenza, non sostituisce l'accompagnamento psicologico specializzato se l'insoddisfazione corporea interferisce in modo persistente nella vita sessuale.

La comunicazione con il partner è anche fondamentale: parlare apertamente di insicurezze e necessità di comodità aiuta a creare sicurezza emotiva, e questa sicurezza riduce il “modo di allerta”, facilitando la presenza e il piacere.

Uomini e donne non lo vivono allo stesso modo

Il modo in cui si vive l'insoddisfazione corporea è molto legato alle norme sociali, e non è uguale per uomini e donne. Le donne sono spesso più esposte alla pressione di raggiungere un corpo “ideale” (magrezza, assenza di imperfezioni, giovinezza) il che rafforza l'autocritica e la vergogna centrate sull'aspetto. Negli uomini, la pressione è spesso più legata alla performance: l'erezione, la dimensione o la resistenza durante l'incontro.

Entrambi i generi possono sentire il peso dell'insoddisfazione corporea sulla sessualità, ma con sfumature diverse: nelle donne è generalmente più legata all'aspetto, e negli uomini alla prestazione.

 20261021104329_932d26dffecb.jpg

Puoi consultare il team di Desenhar Futuros se preferisci un intervento psicologico per il tuo caso. Puoi anche scrivere a Vivelavita per ricevere orientamento su qualsiasi area dell'educazione sessuale; saremo lieti di assisterti e informarti.

💜 Il tuo benessere è la nostra ragione di essere; grazie per lasciarci far parte di esso.

Condividi:
Rocío Moñino
Scritto da
Rocío Moñino

Rocío Moñino è laureata in Psicologia (n. di iscrizione all'albo AN11443) e specialista con Master in Sessuologia presso la Universidad de Sevilla. Psicologa sanitaria con diversi anni di esperienza, ha lavorato in vari centri e oggi è una delle consulenti principali di VivelaVita.


lascia un commento


Non puoi perderti...
15% SCON
codiceBLOGVIVE