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Perché ripetiamo certi schemi nelle nostre relazioni? Perché dipendiamo così tanto dalla validazione di un'altra persona? Perché ci risulta così difficile stabilire limiti senza sentirci in colpa?
Per capire come influisce l'autostima nelle nostre relazioni di coppia, abbiamo parlato con Aura Márquez, psicologa e direttrice del Centro di Psicologia Viva a Palma di Maiorca, specializzata in terapia di coppia e sessuale, EMDR, trauma e attaccamento, nel podcast di Vivelavita.

Il mito della mezza mela: perché è pericoloso aspettarsi che il tuo partner ti completi
A livello sociale ci è stata venduta molto l'idea che il partner venga a completarci, che là fuori ci sia la nostra “mezza mela” ad aspettarci. Secondo quanto spiega Aura Márquez, questa credenza è pericolosa perché nessuna relazione può sostenere il peso di diventare l'unica fonte di sicurezza, valutazione o felicità di una persona. È come chiedere a una sola colonna di sostenere un'intera casa: prima o poi cederà.
Tutti abbiamo bisogno di affetto, riconoscimento e connessione, ma il problema sorge quando cerchiamo esclusivamente fuori ciò che non siamo riusciti a costruire dentro di noi. In questi casi, qualsiasi disaccordo o distanza può essere percepito come se il terreno sotto i nostri piedi tremasse e la relazione può diventare molto dipendente, generando richieste costanti di attenzione e sicurezza.
Le relazioni più sane, sottolinea Aura Márquez, non sono quelle in cui una persona salva l'altra, ma quelle in cui entrambe camminano insieme, sostenendosi a vicenda senza smettere di reggersi sui propri piedi.
Come la bassa autostima alimenta la gelosia e il bisogno di validazione
Quando l'autostima è fragile, tendiamo a guardare la relazione attraverso un vetro appannato dalle insicurezze. Questo fa sì che anche in una relazione sana possiamo percepire minacce dove non ce ne sono.
Aura Márquez descrive l'autostima come un regolatore interno che necessita di flessibilità: se è troppo gonfiata, potremmo perdere contatto con la realtà; ma se è troppo bassa, qualsiasi situazione può diventare una prova del nostro valore. Un esempio quotidiano: un ritardo nel rispondere a un messaggio, o il bisogno del partner di avere il proprio spazio, può attivare paure profonde di rifiuto o abbandono.
Da lì emergono comportamenti come la gelosia, la vigilanza, il bisogno di controllo o il bisogno costante di conferma e, paradossalmente, questi tentativi di proteggere la relazione finiscono per erodere proprio ciò che si vuole preservare.

Il “vetro appannato”: come vediamo minacce dove non ce ne sono
Aura Márquez lo paragona a trattenere una pianta con troppa forza affinché non si muova: alla fine finiamo per danneggiarla.
"Non si può trattenere qualcosa che ha bisogno di crescere spontaneamente".
Per questo, sottolinea, è così importante differenziare ciò che sta realmente accadendo nella relazione da ciò che sta realmente accadendo a noi stessi.
Un'altra trappola comune associata alla bassa autostima e alla paura dell'abbandono è la tendenza a compiacere in tutto, mettendo da parte i propri bisogni pur di fare in modo che tutto vada bene e di non disturbare l'altra persona.
Impostare limiti in coppia senza sentirsi in colpa
Impostare limiti non è, secondo Aura Márquez, qualcosa che dipenda unicamente dall'autostima. Influisce anche il fatto che, culturalmente, non ci è stato insegnato a imporre limiti, né a dire di no senza far sentire male l'altra persona, allo stesso modo che non ci è stato insegnato a ricevere i limiti degli altri.
In questo paese, osserva, ci viene spesso insegnato che aiutare o dedicarsi agli altri è più importante che dedicarsi a se stessi, e molte persone imparano che, per essere amate, devono continuamente adattarsi agli altri. Ma in una relazione sana non si tratta di sparire affinché l'altro occupi più spazio.

Impostare limiti implica riconoscere che abbiamo bisogni, opinioni ed emozioni che hanno lo stesso valore di quelli dell'altra persona. Dire di no, spiega Aura Márquez, non è chiudere una porta: è indicare il contorno che protegge quella porta, ovvero, proteggere la relazione.
La colpa tende ad apparire quando confondiamo i limiti con l'egoismo. Aura Márquez propone un'immagine molto chiara: i limiti sani sono come le sponde di un fiume, che non impediscono all'acqua di scorrere, ma le danno un corso per defluire. Le relazioni più soddisfacenti, conclude, sono quelle in cui entrambe le persone possono esprimere adeguatamente ciò che necessitano, desiderano e pensano.
La vera intimità nasce quando possiamo mostrarci per come siamo, in uno spazio di sicurezza e senza paura di essere giudicati.
Un esercizio semplice per iniziare a curare la tua autostima
Aura Márquez propone un primo passo molto semplice, basato sul suo metodo di lavoro: fare cose semplici, ma in modo ripetuto. L'esercizio consiste nell'osservare come ci parliamo a noi stessi, chiedendoci: cosa dico a me stesso quando commetto un errore o quando mi sento rifiutato? Lo direi a qualcuno che amo, a mio figlio o a mia figlia?
Raccomanda anche di rivedere la lista dei diritti assertivi —ho il diritto di sbagliare, ho il diritto di essere prezioso, ho il diritto di essere importante— per identificare quali stiamo negando a noi stessi. L'autostima, insiste, non compare all'improvviso: si costruisce poco a poco, come un giardino da concimare, potare, curare e osservare.
Da Vive la Vita troverai sempre un team per poter consultare dubbi o chiedere raccomandazioni di professionisti che possono aiutarti in modo personalizzato nella tua relazione di coppia.
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