La salute sessuale maschile continua ad essere, in pieno XXI secolo, un argomento circondato da tabù e disinformazione. Per fare luce su questa questione, inauguriamo la stagione del nostro podcast con un'ospite d'eccezione: la Dott.ssa Tonya Tsykova, psicologa e sessuologa clinica specializzata in coppie.
In questa intervista, che puoi vedere completa sul nostro canale YouTube, analizziamo cosa sia realmente la disfunzione erettile, perché sta aumentando nei giovani uomini e quale ruolo gioca la mente nel piacere.
Che cos'è esattamente la disfunzione erettile?
Per iniziare, è vitale distinguere tra un fallimento occasionale e un problema clinico. Come spiega la Dott.ssa Tonya Tsykova:
"La disfunzione erettile è un'incapacità o una marcata difficoltà sia nel raggiungere l'erezione sia nel mantenerla durante l'attività sessuale."
Tuttavia, non tutti i problemi sporadici sono una patologia. Per una diagnosi clinica, la dottoressa sottolinea che devono essere soddisfatti alcuni requisiti:
Deve essere presente in tutte o quasi tutte le occasioni.
Deve persistere per un minimo di 6 mesi.
Deve provocare un disagio clinicamente significativo.
Non deve essere dovuto al consumo di sostanze o a malattie organiche estranee al disturbo sessuale.

Un problema che non conosce età
Anche se tendiamo ad associarlo alla maturità, le statistiche stanno cambiando. "La sua prevalenza sta aumentando attualmente nei minori di 40 anni", afferma Tonya. Negli uomini di età compresa tra 20 e 30 anni, la prevalenza si attesta tra il 5% e il 10%, salendo fino al 40% o persino al 100% nei maggiori di 60 anni.

Cause: il corpo vs. la mente
Tsykova divide le cause in due grandi gruppi: organiche (fisiologiche) e psicogene (emozionali).
1. cause organiche
Sono più comuni nei maggiori di 40 anni e includono:
Vascolari: Ipertensione, aterosclerosi e l'importanza dell'ossido nitrico.
Neurologiche: Diabete, sclerosi multipla o Parkinson.
Ormonali: Deficit di testosterone o alterazioni tiroidee.
Farmacologiche: Effetti collaterali di antidepressivi o antihypertensivi.
2. cause psicologiche
In questi casi la funzione spesso è conservata nella masturbazione o al risveglio, ma fallisce nell'incontro sessuale.
"La causa più importante e frequente che troviamo tra le cause psicogene è l'ansia da prestazione sessuale. Anche la depressione, bassa autostima, stress lavorativo e l'uso eccessivo di pornografia."
Abitudini di vita: i pilastri dell'erezione
La salute sessuale non è qualcosa di isolato. Tonya sottolinea quattro pilastri: funzione endoteliale, ormonale, neurologica e psicologica. Le abitudini influenzano direttamente:
Tabacco: Danneggia l'endotelio e riduce l'ossido nitrico.
Alcool: L'eccesso danneggia i nervi periferici e riduce il testosterone.
Obesità: Il tessuto adiposo converte il testosterone in estrogeni.
Sogno: La mancanza di sonno REM danneggia le erezioni spontanee notturne, vitali per "ossigenare" il tessuto.
Trattamenti e soluzioni attuali
Fortunatamente, l'approccio oggi è multidisciplinare. La Dott.ssa Tsykova rivede le opzioni:
Mediche: Inibitori come il Sildenafil (Viagra) o il Tadalafil, iniettabili e dispositivi a vuoto.
Psicologiche: Terapia Cognitivo-Comportamentale per lavorare su credenze disfunzionali e ansia.
Stile di vita: Alimentazione, esercizio e controllo del sonno.
Curiosità: Sapevi perché il Viagra è chiamato "la pillola blu"? La dottoressa ci spiega che uno dei suoi effetti collaterali temporanei colpisce la retina, alterando la percezione dei colori e facendo sì che i pazienti non distinguano bene il colore, da qui il soprannome.
Quando rivolgersi a un professionista?
L'esperta offre una chiave semplice per il autodiagnosi iniziale:
"Se una persona si sveglia con l'erezione, significa che non c'è un problema organico nel corpo. Se poi non riesce a ottenere o mantenere l'erezione, è un problema psicologico quasi al 100%. Se non si hanno erezioni mattutine, bisogna prima andare dall'urologo."
È fondamentale che il sessuologo sia anche psicologo clinico per poter lavorare sulla riprogrammazione delle credenze e sull'ansia da prestazione in modo efficace.
Il ruolo del partner e il mito del "non mi piaci più"
Il partner può essere un fattore protettivo o un aggravante. La comunicazione è la base per smitizzare frasi come "non mi desideri più perché non ti si alza". Tonya chiarisce:
"Non siamo al 100% in modalità sesso. Possiamo essere stanchi... se non mi desideri allora non mi ami. Bisogna migliorare la comunicazione."
Conclusione: non bisogna arrendersi
Il messaggio finale della psicologa Tonya Tsykova è di speranza: "Non bisogna avere paura. Esistono forme di aiuto e trattamenti molto efficaci. Quanto più educazione sessuale e supporto psicologico ha una persona, più piacevole è la sua vita sessuale."
Vuoi contattare la specialista Tonya Tsykova? Puoi trovarla su Instagram, LinkedIn o sul suo sito web.
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