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Antichi e preistorici dildo: evidenza archeologica e contesto storico

Aggiornato il 19/02/26 | Scritto da Anel Martinez
Antichi e preistorici dildo: evidenza archeologica e contesto storico

L'esistenza di consolatori e oggetti fallici utilizzati con possibile finalità sessuale o rituale non è un fenomeno moderno. L'archeologia ha documentato ritrovamenti che risalgono al Paleolitico Superiore, il che indica che la rappresentazione e manipolazione simbolica del fallo faceva parte di diverse culture umane da decine di migliaia di anni fa.

Primi oggetti fallici nella preistoria

Uno dei ritrovamenti più citati proviene dalla grotta di Hohle Fels (Germania), dove è stato trovato un oggetto di pietra levigata di circa 20 cm di lunghezza, datato intorno a 28.000 anni fa (Paleolitico Superiore). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista PLoS ONE (Conard et al., 2009).

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I ricercatori propongono diverse ipotesi sulla sua funzione:

  • Possibile uso come oggetto simbolico di fertilità.
  • Strumento rituale.
  • Strumento utilitario con significato simbolico aggiunto.

Non esiste consenso assoluto sul suo utilizzo esclusivamente sessuale; l'interpretazione archeologica richiede prudenza scientifica.

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Ritrovamenti simili in Svizzera e altre zone dell'Europa centrale mostrano figure falliche scolpite in avorio di mammut, rafforzando la presenza ricorrente del simbolo fallico nelle culture paleolitiche.

Antica grecia e roma: gli “olisbos”

Nella Grecia classica appaiono riferimenti letterari all’“olisbos”, oggetto fallico impiegato a scopi sessuali. Aristofane lo menziona nelle sue commedie, il che suggerisce la sua integrazione nella vita quotidiana.

Questi oggetti potevano essere fabbricati in:

  • Legno
  • Pelle riempita
  • Pietra

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A Roma, i simboli fallici erano frequenti in affreschi e amuleti protettivi (fascinum). A Pompei sono state trovate rappresentazioni esplicite associate sia alla fertilità che alla protezione spirituale.

Cina e giappone: simbolismo e tradizione

Durante la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.), si documentano oggetti fallici realizzati in giada e bronzo in contesti legati a pratiche taoiste. Nella filosofia taoista, l'energia sessuale (“Qi”) era considerata parte dell'equilibrio vitale.

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In Giappone, durante il periodo Edo (1600–1868), l'arte erotica shunga rappresentava scene sessuali dove compaiono oggetti fallici. Queste rappresentazioni riflettono una visione culturale meno repressiva del piacere in determinati contesti storici.

Medioevo e rinascimento

Durante il Medioevo europeo diminuisce la documentazione esplicita a causa della morale cristiana dominante. Tuttavia, l'assenza di registri non implica la scomparsa dell'uso.

Nel Rinascimento ricompaiono menzioni nella letteratura italiana e francese, coincidenti con un rinnovato interesse per il corpo umano e l'anatomia.

Secolo xix: dall'oggetto rituale al dispositivo medico

Nel 1869, il medico statunitense George Taylor brevettò un dispositivo meccanico di stimolazione pelvica. Anche se non era un dildo in senso moderno, rappresenta una pietra miliare nell'evoluzione tecnologica dei dispositivi sessuali.

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Durante l'era vittoriana, questi dispositivi erano presentati come strumenti medici. Studi storici (Maines, 1999) documentano come il discorso clinico abbia permesso la loro accettazione sociale iniziale.

Secoli xx e xxi: normalizzazione e benessere sessuale

La rivoluzione sessuale degli anni '60 ha promossa una visione più aperta del piacere femminile e dell'autoesplorazione. Autrici come Betty Dodson hanno contribuito alla destigmatizzazione dell'uso di giocattoli sessuali.

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Oggi, la sessuologia clinica riconosce che l'esplorazione sessuale sicura può far parte del benessere psicologico e relazionale (Lehmiller, 2018; World Association for Sexual Health).

Principali ritrovamenti archeologici documentati

  • Hohle Fels (Germania, ~28.000 a.C.) – Fallo di pietra levigata.
  • Svizzera (~30.000–20.000 a.C.) – Intagli in avorio.
  • Grecia classica (~500 a.C.) – Riferimenti letterari all'“olisbos”.
  • Pompei (1 d.C.) – Rappresentazioni falliche in affreschi.
  • Dinastia Han (Cina) – Oggetti di giada con significato simbolico.
  • Periodo Edo (Giappone) – Rappresentazioni nell'arte shunga.

Conclusione

Le prove archeologiche indicano che gli oggetti fallici hanno accompagnato l'umanità fin dalla preistoria. Il loro significato è variato a seconda del contesto culturale: simbolo di fertilità, protezione, rituale o possibile strumento di stimolazione.

L'analisi storica dimostra che la sessualità umana non è statica, ma culturalmente costruita ed evolutiva. Comprendere questi precedenti contribuisce a normalizzare lo studio scientifico della sessualità senza sensazionalismo né tabù.

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Anel Martinez
Scritto dalla sessuologa
Anel Martinez

¡Hola! Me llamo Anel Martínez y soy neurosexóloga. Con más de 10 años de experiencia como sexóloga y experta en salud mental, mi enfoque se centra en ti de manera personalizada. Mi pasión por el bienestar se refleja en la diversidad de técnicas que empleo, y más allá de la terapia cognitivo-conductual, utilizo herramientas como la terapia breve, la Gestalt y la terapia corporal integrativa para brindarte resultados tangibles en menos tiempo.


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